Una simbologia trionfale descrive l’emozione umana
Leonardo Da Vinci nel dipingere la sua “dama con l’ermellino ” crea uno tra I primi casi di messaggio simbolico.
La giovane Donna che tiene candidamente tra le braccia Il bianco ermellino rappresenta l’amore allo stato puro.
Un amore fiero ed altero che guarda l’orizzonte a testa Alta.
È come se gli occhi della fanciulla e del piccolo esserino andassero al di là della pura e mera materialità.
Si trasformano quindi in una corsia preferenziale di un’autostrada a tinte tenui che conduce in un mondo parallelo.
È il regno dell’amore spirituale quello sincero è disinteressato che incorona la voglia sincera di costruire un’alleanza che sfiora l’eternità.
È proprio questo sentimento così pulito ed incondizionato che la stessa dama va vivendo con Il suo Ludovico il Moro.
Sia la fanciulla che l’ermellino insieme costruiscono un meraviglioso labirinto di simbolismo allo stato brado.
Intanto Il nome greco con cui si designa l’animale ricorda il cognome della stessa nobildonna.
Poi entrambe le figure sono l’emblema della fedeltà è della lealtà reciproca, ma anche della regalità.
Infatti nello stemma araldico del Moro compare questo animale.
Nell’economia dell’opera si può dunque scorgere un tratto assai delicato delle figure.
È come se una mano benedetta da un’ispirazione aulica avesse toccato il cielo con un dito.
Le pennellate di colori tenui è delicati sono distribuite con grazia e senso del bello ad ogni costo.
Sono colori nobili ed eleganti; mai vistosi è ridondanti.
- Il tutto è un tripudio di bellezza e di armonia che si traduce con un applauso di quella natura che partecipa silenziosamente.



