Scappiamo scappiamo alla ricerca dell’eden
Il Barone rampante appartiene ad una triologia di romanzi scritta da Italo Calvino.
Gli altri sono: Il visconte dimezzato e Il cavalliere inesistente.
Sono romanzi snelli e molto spassosi Che mettono in luce le piccole manie e le fragilità dell’essere umano.
Lo stile è accattivante veloce e piacevole all’orecchio dello stesso lettore.
Il Quale legge queste vicende con una smaniosa voglia di tuffarsi nelle stesse disavventure del povero protagonista.
Il tutto è ben confezionato in un quadro a tinte forti dove un linguaggio bel corposo conferisce alla stessa economia del racconto una meravigliosa armonia.
Il barone rampante è un inno alla vita ad ogni costo.
È una sorta di fuga metafisica da noi stessi.
La voglia di scappare dalle nostre turbolenze più intime per cercare la felicità.
È nascondersi in un labirinto magari buio e tortuoso e con l”ansia di una verità perenne trovare un nuovo sole all’uscita.
E tu imperterrito sali sul tuo albero salvifico convinto di aver finalmente trovato il tuo Eden.
Ovvero quel posto salvifico in cui tu sei tu nel bene e nel male.
Quindi ti senti arrivato e credi di aver svelato l”arcano.
Ma la gioia dura poco perchè ti accorgi di sentirti vuoto ed inutile.
Quel sole che ti sei illuso di aver conquistato all’uscita di quel labirinto non ti scalda più.
E allora ti getti nell’angolo più buio di te stesso e imprechi contro tutto e tutti.
Forse versi qualche lacrima per celebrare la tua ennesima sconfitta.
Sai di essere un essere piccolo insignificante e fragile.
Perfino un banale colpo di vento ti spinge inevitabilmente nel nulla.
Quindi triste e malinconico scendi dal tuo albero.




