La Germania adotta misure di tracciamento basate sulla tecnologia Apple e Android

Le multinazionali americane sono chiamate in causa dalla politica tedesca per il tracciamento dei positivi al Covid-19

In vista del nuovo decreto emanato giorni fa dal Presidente Giuseppe Conte, i principali stati europei si preparano alla fase due che – secondo quanto stabilito – prevede una “convivenza” con il Covid-19. Molte nazioni infatti si stanno attrezzando quanto più possono per prevenire ancor più di prima questa piaga che da mesi continua a incombere, mietendo vittime e creando disagi impensabili prima d’ora.

Particolare è il caso della Germania che – sulla base delle misure preventive da adottare – ha deciso di uscire fuori dagli schemi per quanto concerne la tecnologia di tracciamento dei contatti positivi al virus. Lo stato, nelle mani di Angela Merkel, sceglie di puntare alla tecnologia Apple e Google, alla quale farà capo anche la maggior parte dei paesi dell’UE.

I due colossi aziendali statunitensi hanno garantito il pieno rispetto della privacy di tutti gli utenti che usufruiranno dei servizi proposti, sebbene non risulti una manovra efficace. Tuttavia, essa garantirebbe agli sviluppatori una maggiore elasticità nella gestione del servizio attraverso interfacce di programmazione ben definite (API) mirate a tracciare in perfetta sicurezza i contatti iPhone e Android.

Un approccio del genere è denominato DP-3T e sembra ricevere il consenso delle più alte cariche governative tedesche, contrariamente al precedente approccio, Pepp-PT, il quale prevedeva il tracciamento centralizzato di tutti i contatti e la raccolta dati in un unico server.


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