Prima che la Sciarelli comparisse sulla faccia della terra per ritrovarci le pecorelle uscite dal gregge; quel buontempone di Diogene andava in giro di giorno e di notte con una lanterna tra le mani a cercare l’uomo.
Sono passati secoli e secoli e dell’uomo nessuna traccia solo la sagoma smunta di un essere inutile.
Una marionetta fastidiosa i cui fili sono mossi dall’ignoranza galoppante e dall’intelligenza artificiale. Un gioppino allucinato che ha bisogno dello psichiatra per non cadere nell’abisso della stupidità
Non sa più usare il cuore e soprattutto la testa; passa giorno e notte a navigare nelle acque della solitudine e della mediocrità.
Eppure c’è un modo semplice e indolore per riconnettersi con sé stesso e fare pace con il mondo.
Prendere carta e penna e scrivere.
Non c’è cosa più bella che vedere nel silenzio dei propri pensieri il fluire dell’inchiostro su quel foglio ancora intonso, su quel papiro ancora vergine.
È la vittoria e la consapevolezza di non essere omologato uguale alla massa … dai un calcio alla divisa e dici io sono io nel bene e nel male.
Togli finalmente quella maschera ruffiana da portaborse o da venditore di fumo.
Devi avere gli attributi di mostrarti per quello che sei : un adorabile bastardo; una geisha frustrata o semplicemente un buffone di Corte.
Con la scrittura esplori le tue paure I tuoi fallimenti; affronti i tuoi fantasmi e finalmente ti guardi allo specchio non più con le fette di salame sugli occhi.
Scrivere ti aiuta a sopprtare il mondo evitando di cadere nelle sue paranoie e nelle sue subdole trappole.
Non è difficile basta silenzio l’ausilio della notte un cervello libero e cuore non atrofizzato.
Anche adesso posso compiere questo viaggio…
Gocce di memoria
Rincorrono quegli amanti
Che si sono perduti
Nei baci rubati
Di quella notte senza tempo….

