Julie Charles la plus grande chancon d’amour de Lamartine
Nel 1820 il Romanticismo d’oltralpe regala al mondo l’opera forse più azzeccata e sentita di questa esperienza letteraria.
Siamo sulle rive del piacevole lago di Bourget quando una coppia di innamorati celebri tenta di scrivere la loro storia lontano dal mondo.
Lei è l’attrice Julie Charles giovane e bella come sfortunata.
Malinconica consorte di un serio e scostante fisico.
Malata di tisi cercherà di vincere la sua squallida situazione di salute leggendo quella filosofica mattonella di Rousseau dal titolo LA NOUVELLE HISTOIRE DE ÈĹOISE .
Mentre lui è il poeta del momento il cantore dell’amore spirituale.
Il genio creativo che accompagna lo stesso individuo alla consapevolezza di sè catapultandolo nel sublime e nel metafisico.
Il lago di Bourget diventa solenne celebrazione dell’essere fisico come umana creatura che canta la sua disperazione.
Nelle acque cristalline di questo specchio si incastona come gioiello prezioso la stessa Julie con le sue paure e i suoi mille tormenti di donna del suo tempo.
Quindi il lago non è più solo spazio allo stato puro ma diventa protagonista l’ARMONIOSA E AMOROSA CORRISPONDENZA DI SENSI tra uomo e natura.
Il lago quindi sarà amante amico e meraviglioso confidente al quale si chiederà il miracolo di conservare nella sua beltà e nel suo silenzio Il ricordo del sentimento più genuino.
Ma alla fine anche la favola più bella ha la sua pecca e Lamartine avrà uno sfogo abbastanza duro con questa meraviglia della natura.
Chiederà ad essa il perchè della fugacità della stessa vita.
Implorerà di conoscere la motivazione che sta alla base della loro tremenda sofferenza.








