Un tempo burbero e schivo, Francesco De Gregori, negli ultimi anni ha fatto cose che un tempo per uno come lui sembravano impensabili: duettare con Fedez, fare un disco con Checco Zalone, cedere le sue canzoni alle pubblicità. Una cosa, però, non gliela vedremo mai fare: andare al Festival di Sanremo.
Il motivo per il quale il Principe è uno dei pochi artisti italiani a non aver mai partecipato in gara come cantante al Festival, e perché non ci andrà mai neppure a ritirare un premio alla carriera, lo ha spiegato lui: «Sanremo? Mai, a nessuna condizione. Avevo 16 anni. Quella sera al Festival si uccise Luigi Tenco. Giurai a me stesso che non sarei mai andato a Sanremo, a nessuna condizione», ha detto questa mattina il cantautore romano presentando al Teatro Out Off di Milano “Nevergreen (Perfette sconosciute)”, le due residenze artistiche che in autunno lo vedranno esibirsi al Teatro Sala Umberto di Roma (dal 27 ottobre al 15 novembre, per quindici date) e allo stesso Out Off di Milano (dal 25 novembre al 22 dicembre). Il progetto “Nevergreen (Perfette sconosciute)”, dedicato alle canzoni meno conosciute di De Gregori, è nato con la residenza del cantautore all’Out Off di Milano due anni fa. Da lì, è arrivato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con il film “Francesco De Gregori. Nevergreen” di Stefano Pistolini, che dopo il cinema rivivrà in prima serata su Rai3 il 4 giugno:
“Non chiamatelo biopic. È una delle parole che odio, insieme a vip e sold out.
Di solito per progetti del genere inchiodano gli artisti su una sedia e gli fanno fare un’intervista su sé stesso. E poi intervistano gli amici che raccontano quanto è bravo l’artista, poi i genitori, poi i nonni, se l’artista è sufficientemente giovane. Questo, invece, è un film grunge, non patinato».
Il percorso prosegue nel 2026, con i concerti appena annunciati e con un disco dal vivo in uscita il 16 ottobre.


