Chi è il poeta? L’ultimo tra gli ultimi…. un cretino qualunque che crede ancora nella buona fede del mondo.
Un’anima pia nostalgica che celebra imperterrito il suo eterno sodalizio con un romanticismo andato a male.
Una creatura arrendevole presa a calci dalla mattina alla sera perchè è l’unico modo di legittimare il nulla di una generazione che si affida a guru e a pseudo influencer.
Il poeta dunque non è più il faro, la luce, quella sorta di stella guida che ha l’onere e il privilegio di accompagnare l’uomo alla scoperta del suo io più intimo.
Questa visione quasi angelica del poeta era il leit motif della produzione letteraria di Victor Hugo. Questo autore vedeva infatti nel suo ruolo una specie di missione mistica che doveva educare l’opinione pubblica alla bellezza dei sentimenti più puri.
E certamente non poteva rispecchiare quel Vate profetico alla moda del D’Annunzio, un essere eroico quasi fratello adottivo del Superuomo creatura blasfema di Nietzsche.
Un uomo arrogante e finito che si credeva per diritto divino al di sopra di tutto e di tutti.
Una persona saccente che poteva anche permettersi di chiamare durante un incontro amoroso la propria amata con il nome di un’altra donna.
Forse il poeta di oggi può ricordare a sommi capi un talento come Samuel Taylor Coleridge; Poeta e critico letterario padre della ” BALLATA DEL VECCHIO MARINAIO”: una creatura allucinata frutto di assenzio ed oppiaci.
Ma a onor del merito questo sciagurato potrebbe incarnare appieno l’ALBATROS del buon Beaudelaire, creatura vessata e denigrata da una ciurma di marinai perversi.
