Il fischio del treno tra pazzia e ribellione
Il povero Signor Belluca è contabile zelante e stacanovista.
Non regala favella è lo zerbino di tout le monde.
Lui è un poveretto abita nella casa di un puffo qualunque popolata da 12 anime una squadra da calcio costituita da moglie suocera consuocera entrambe non vedenti.
In più per non farsi mancare nulla ci sono figlie vedove con mocciosi a carico.
Insomma per capirci un Happening.
Dopo una violenta lite con il capo viene rinchiuso in una casa di cura perchè si pensa sia sbroccato.
Una nottte il Belluca sente in lontananza il fischio di un treno.
Quel fischio è liberazione una fuga strategica in luoghi lontani come la Siberia e le foreste del Congo.
Il suo vicino di casa ossia il narratore comprende la verità il Belluca non è fuori di mella è la vittima sacrificale e dei colleghi e della famiglia.
Lui certamente ritornerà alla vita di prima ma con la piena consapevolezza di una nuova libertà.
Lui si rende finalmente conto di non dover più morire dentro ingoiando suo malgrado le schifezze del mondo circostante.
Lui è libero.
Ha trovato il suo sacro gral.
Ha trovato la chiave della sua priigione.
Ora può prendersi un ‘ora d’aria.



