À la mode di POE con il gusto un pò maccabro e di un dandy stropicciato e malsano Tarchetti snobba con sufficienza le DÈCADENTISME dei parvenus per abbracciare come solenne terapia l’ideologia della SCAPIGLIATURA meneghina.
La raccolta dei RACCONTI FANTASTICI hanno come filo conduttore la vicenda di Roderick Usher .
Lui compie una sorta di viaggio della memoria inerente la sua stessa famiglia.
Lascia le stanze dell’edificio in cui interagiva l’attrice Ligeia.
E come tempo addietro fece suo padre butta le chiavi il più lontano possibile.
Ma Ligeia non ci sta si farà sempre viva con il mondo dei vivi.
QUESTA raccolta si suddivide in:
. Fatali
.la leggenda del Castello nero
.la lettera U
.un osso di morto
.lo spirito in un lampone
La raccolta ispirata prosegue quindi con la seguente scansione:
.pensieri
.L’AMORE La donna
.FELICITÀ e dolore
.la vita la Fede
.pensieri diversi
La leggenda del Castello nero è una sublime passeggiata metafisica in cui lo stesso personaggio principale cerca di affrancarsi da quel folle baratro tra inferno/paradiso
VERITÀ/falsità
Vita/morte
Io /non io
La lettera U è una pubblica ammenda contro le paure più profonde le fragilità più meschine che rendono l’uomo forte ma Schiavo di se stesso.
Un osso di morto è il surreale dialogo tra il personaggio principale e uno pseudo professore universitario che chiede a nome del defunto suo assistente la restituzione di un osso del ginocchio.
È un dialogo assurdo e assoluto perchè avviene in seduta spiritica.
Alla fine arriverà anche il legittimo proprietario dell’osso che minaccerà mezzo mondo per avere indietro il maltolto.



