Scappare sempre non paga
La montagna incantata di Thomas Man è un’altra scommessa vincente dello stesso autore.
Un libro magico oserei dire quasi catartico.
Un viaggio viscerale all’interno di un labirinto misterioso ed inafferrabile; dove un uomo piccolo piccolo si nasconde per paura dell’orco cattivo.
È la storia di un ingegnere di Hambourg che decide di fare una visita di cortesia ad un suo Caro amico malato di tubercolosi.
Ironia della sorte l’ingegnere contrae la malattia e invece di restare per soli tre giorni sarà costretto a passare ben sette anni in quel sanatorio.
Ma la permanenza non rappresenterà di certo un dramma per il protagonista.
Infatti la montagna diventerà una sorta di Paese dei Balocchi; dove il tutto si incarna nel nulla creando una sontuosità di idee e di pensieri.
È la rivincita dell’io ai danni del non io.
Il finito rincorre ed abbraccia l’infinito.
Siamo in una nuova dimensione dove una sorta di provvidenza innaspettata partorisce l’assoluto che si veste di sublime.
La malattia non è danno ma la genuina opportunità di riscatto morale.
Il tempo non è più tempo come lo spazio non è più spazio.
Tutto è niente non ci sono confini e soprattutto regole imposte dal primo tiranno di passaggio.
Sullo sfondo due personaggi Il Naphta simbolo di un autoritarismo dilagante e Il Settembrini immagine di un illuminismo sul viale del tramonto.
Sembrerebbe davvero l’albero della cuccagna per il nostro indomito ingegnere .
Ma non è oro tutto ciò che luccica!
Piano piano la montagna incantata si sgretola dolcemente sotto I suoi piedi e lui ignaro precipita al fronte.
Siamo nel bel mezzo della prima guerra mondiale.
Morale scappare dalla realtà non sempre conviene perchè Il dazio da pagare è davvero molto alto. E Il gioco non vale la candeĺa !


