Paese ridicolo il buon senso è andato in vacanza
Non c’è giorno che non assistiamo ad una comica .
L’Italia non è più un Paese ma un grosso teatrino ambulante dove un puparo fuori di testa muove i fili di Burattini fatti come Baccanti in estasi durante un ‘orgia.
Non sanno più con chi prendersela e per passare il tempo vanno perfino a disturbare il SONNO ETERNO dell’immenso Sandro.
Ma che cosa ci ha fatto Sandrino?
Ha realizzato forse il miglior incipit della storia della letteratura moderna dando al lago di Como visibilità e poeticità.
Ha creato personaggi di una comicità disarmante quali l’iconico Don Abbondio voltagabbana di professione. O ancora la scaltra Agnese suocera romanticamente poco accomodante oppure l’Azzeccagarbugli avvocato per corrispondenza.
Ha tinteggiato personaggi complessi e di grande spessore emotivo che hanno saputo ammagliare ed educare generazioni di studenti.
Pensiamo all’introverso Innominato e alla spregiudicata monaca di Monza.
Ha offerto spunti di riflessioni intrise di momenti filosofici e religiosi di grande intensità e pathos.
È stato grande manifesto di libertà e di voglia di autodeterminazione di un Popolo intero.
È stato anche meraviglioso esempio di stile compositivo ripulito in quel di Firenze.
Invece di boicottare il buon Sandro chiudendolo in una toilette… perchè non valorizziamo opere come l’Adelchi o il Conte di Carmagnola?
Non sono vecchiume ma lavori di una contemporaneità incredibile.
Le poesie non si studiano più a memoria le tabelline un optional e la consecutio temporum un’imbecillità per pochi eletti.
Insomma non si può pensare che modernizzare scuola e programmi significa semplicemente prostituirsi alla intelligenza artificiale oppure amoreggiare con il computer fregandosene allegramente della tradizione.
Se vogliamo progredire abbiamo il dovere civico e morale di conoscere la nostra storia le nostre radici ma anche la nostra letteratura.
Infatti come si diceva nel Gattopardo parafrasando il concetto pronunciato da Tancredi bisogna adattarsi al cambiamento solo in apparenza per preservare lo status quo.



