Secondo quanto riferisce «Deadline», l’attore sarebbe deceduto per un attacco di cuore la mattina del 19 aprile. La popolarità era arrivata nei primi anni ’90 con la soap «Il tempo della nostra vita”.
Sarebbe stato un attacco cardiaco la causa del decesso di Patrick Muldoon, scomparso all’improvviso la mattina del 19 aprile all’età di 57 anni.
Nato William Patrick Muldoon III il 27 settembre 1968 a San Pedro, in California, ma soprannominato Bobo da amici e parenti, l’attore era conosciuto al grande pubblico per il ruolo di Austin Reed, che aveva interpretato nella soap “Il tempo della nostra vita” dal 1992 al 1995 e poi ancora tra il 2011 e il 2012, ma soprattutto per quello del perfido Richard Hart nella serie cult “Melrose Place”.
Laureatosi nel 1991 alla University of Southern California, dove aveva anche giocato come tight end nella squadra di football dei Trojans, sul grande schermo Muldoon raggiunse la popolarità internazionale con il film di fantascienza “Starship Troopers – Fanteria dello spazio” (1997), diretto da Paul Verhoeven, ma nel suo curriculum figurano anche “Stigmate” (1997), “C’era una truffa a Hollywood” (2020) e “Detective Marlowe” (2020), mentre l’ultima pellicola a cui ha preso parte, “Dirty Hands”, è attesa nelle sale entro la fine del 2026.
Negli ultimi anni l’attore si era dedicato anche alla produzione, lavorando a progetti di rilievo quali “Il collezionista di carte” e “Kockroach” con Chris Hemsworth, Taron Egerton e Zazie Beetz, anche se la sua vera, grande passione era la musica. Muldoon era infatti chitarrista e voce della band rock “The Sleeping Masses”, con cui lo scorso marzo aveva partecipato ai “Saturn Awards”.
Era un uomo di una generosità infinita – amava gli animali e le persone allo stesso modo, dispensava abbracci memorabili e possedeva la rara capacità di far sentire gli altri al sicuro e compresi. Elegante, carismatico e pieno di vita, affrontava le giornate con uno spirito rock ‘n’ roll inarrestabile».

