Scomparso a 65 anni nella sua dimora tra i pascoli agrigentini, Lorenzo Reina lascia il Teatro Andromeda come eterno sipario aperto sulla Sicilia più autentica. Trovato senza vita dal figlio, il visionario artista-pastorale ha chiuso il suo cammino terreno con la semplicità della terra che ha amato.
L’alba di una scoperta tragica
Domenica mattina, Libero Reina ha trovato il padre esanime nella casa accanto all’anfiteatro da lui creato, dopo una notte silenziosa. Nessun segnale premonitore: l’uomo, abile camminatore di 12mila passi giornalieri, era apparso in piena forma fino a sabato. Le autorità confermano cause naturali per un cuore che ha battuto al ritmo della pietra per decenni
Dal gregge alle stelle di Andromeda
Figlio di pastori, Lorenzo tornò ai Monti Sicani onorando la promessa al padre defunto, fondendo ovili e scalpelli in un’arte unica. Con mani callose modellò oltre 30 anni di cantiere per il Teatro Andromeda: 99 sedili in pietra disposti come la costellazione, tempio laico per riti teatrali e solstizi. Sposato, padre di Libero e Christian, disseminò i campi di sculture che Vittorio Sgarbi definì “vittoria del pastore sull’arte”.
Un’eredità scolpita nel paesaggio
Meta di folle globali, il teatro ospitò Biennale di Venezia 2018 e performance indimenticabili, simboleggiando rinascita rurale.
Commiato comunitario
Lunedì 29, alle 15.30, la Chiesa Madre di Santo Stefano Quisquina saluterà l’uomo che tramutò aridità in poesia.
La Sicilia dei Sicani perde un profeta laico, ma il suo teatro sussurrerà storie eterne.


