Quando si dice solo come un cane, o forse semplicemente una vita da cani, un magari proprio la sposa di Napoli non era riuscita a trovare nessun altro essere vivente per poterla accompagnare all’altare nel giorno più bello di una donna, ma andiamo con ordine.
Lei è una ragazza di 32 anni di origini napoletane, si reca come ogni sposa dal proprio parroco nella sua parrocchia, il parroco e ben lieto di iniziare con gli sposi, il cammino dei fidanzati, quello che fondamentalmente viene proposto ad ogni coppia che poi deciderà di convolare a giuste nozze, una catechesi settimanale o quindicinale, per comprendere quanto meno il passo che sta per compiere la coppia nel nella fede nella fattispecie.
Nello specifico le una ragazza di 32 anni, come sopra indicato di origine napoletane, qualche settimana prima del giorno del matrimonio, si reca dal suo sacerdote con il quale, aveva già partecipato alle catechesi sui fidanzati, con il futuro sposo, e poi la sorpresa del parroco, alla richiesta della ragazza, sul potersi far accompagnare all’altare dal proprio cane.
Sulle prime il parroco della parrocchia napoletana, pensava che la signora stesse semplicemente scherzando facendo una battuta, e quindi non l’ha presa troppo sul serio, ma la ragazza insisteva, lo guardava negli occhi, interrogativa, e così il sacerdote ha spiegato che non sa assolutamente nulla contro gli animali domestici, anzi, la chiesa della sua parrocchia sostiene il sacerdote, è aperta agli animali, che possono entrare e uscire quando vogliono anche durante le celebrazioni eucaristiche, in fondo non è questo l’insegnamento di San Francesco?
Il parroco però è stato irremovibile, non si può essere accompagnati da un animale, all’altare, pur essendo un animale domestico più amato, pur essendo l’essere vivente più importante, all’altare una donna deve essere accompagnata dal proprio padre, in assenza di esso da un parente o un amico ma di certo non da un animale nonostante il rispetto per essi.
La ragazza non c’è stata proprio a queste parole, non gli sono proprio andati giù, quindi insieme al suo futuro marito si sono recati in un’altra parrocchia del napoletano, volendo la stessa domanda all’altro sacerdote, per ora non è dato sapere se il secondo sacerdote chiamato in causa per lo sposalizio dei due, sia stato accondiscendente a tale richiesta, se possiamo azzardare un’opinione, realizzare questo sogno almeno nella casa di Dio, quindi non ha chiesto, potrebbe essere leggermente difficile.


