Siamo figli di Schopenhauer
Il terzo millennio non smette mai di sorprendere in peggio.
È il valzer dell’orrido perchè dove ti giri c’è un pistola qualunque che si permette di agire secondo il suo proprio Punto di vista senza fregarsene della libertà altrui.
Così va da sè che la brava gente quella onesta quella vera quella che lavora venga sempre presa per il fondoschiena.
E allora noi ci accorgiamo di essere depressi vuoti e svalutati.
Abbiamo svelato l’arcano siamo figli inconsapevoli di Schopenhauer.
Ci rendiamo conto di essere creature PICCOLE PICCOLE con la tristezza innata di esseri sentimentalmente finiti senza prospettive ed ambizioni.
Dentro la nostra anima fradicia e sdrucita è morto il fanciullino pascoliano e piano piano si insinua il germe della desolazione di Schopenhauer.
È come un tarlo di solitudine e di freddo al cuore che avvolge la mente dell’uomo e lo conduce in un vasto bosco di rovi neri avvolti da una nebbia di nostalgia senza fine.
E l”uomo si scopre tremendamente infelice e cerca invano di urlare tutta la sua rabbia e ribellione.
Ma la voce non esce e il petto si gonfia e il respiro si fa sempre più pesante.
Siamo nella piena consapevolezza di un sè arrugginito.
E le lacrime abbondano nell’aria Rarefatta di una mezza sconfitta.



