Ma dov’è la FELICITÀ TA TA?
Per Raffa la FELICITÀ era ballare cantare servire fedelmente il suo pubblico trasognante.
Ma per l’adorabile uccello del malaugurio Schopenhauy il dolore e la sofferenza erano balsamo purificazione dell’anima umana perchè tangibili e reali.
Il piacere una trappola blasfema che ti conduce alla ragnatela della FELICITÀ creata ad hoc da quattro cialtroni di pubblicitari formato tascabile che ti fanno credere di essere un cleptomane in astinenza
Schopenhauy da 50 massime su come essere felici.
Innanzitutto bisogna creare rapporti interpersonali di mistica sopprtazione e di santa buona creanza.
Poi cosa molto ma molto importante occorre imparare a bastare a se stessi.
Non aspettiamoci niente da nessuno perchè altrimenti ogni Cinque minuti siamo con le chiappe sull’asfalto.
È poi siamo sinceri vivere oggi ad Amatriciana City non è un privilegio ma un vero e proprio suplizio di Tantalo.
Per sopravvivere bisogna mettersi una maschera dalla mattina alla sera.
Bisogna sorridere h24 o come un cretino qualunque o come un pazzo scappato dalla CASA di cura.
Occorre fare finta di essere in un mondo parallelo una realtà a parte dove ogni cosa parla di normalità e non di pazzia e di perversione.
Insomma occorre credere di vivere a Fantasilandia o sull’isola che non c’è.




