L’uomo creatura malvagia
Povera Merini anche lei vittima designata per il suo fatal modo di essere.
Un’anima pura e pulita che aveva nelle sue malinconiche stranezze la sua essenza ultima.
Lei era quell’angelo sgualcito che per il peso dei suoi pensieri aveva lasciato il giardino incantato.
Occhi malinconici di una bambina smarrita che fuggiva il lupo cattivo che la rincorreva in quel bosco di rovi.
Ĺei aveva venduto i suoi tormenti più neri a quelle maledette sigarette che non smettevano mai di farle compagnia.
Amatriciana City come al solito le tirò ogni sorta di pietra addosso.
L’aditò con disprezzo come la cretina di turno come quella povera rimbambita da compatire e da rinchiudere in una struttura per malati di mente.
E lei povero fiore reciso soffrendo in silenzio ha scritto le pagine di vita più belle più vere più sincere.
Lei ha trascorso I suoi ultimi anni di vita in una galera gestita da gente malvagia che ha giocato in modo orrendo e bastardo con le sue mille e mille fragilità.
La MERINI ha scritto una tra le frasi più iconiche della letteratura recente.
È l’uomo la creatura più orrenda e schifosa che come è capace di innalzarti al cielo così allo stesso modo è capace di spedirti all’inferno.



