In un intervento pubblicato sul quotidiano britannico «The Guardian», il primo ministro ellenico ha sostenuto che è arrivato il momento di compiere “il passo decisivo”.
La disputa sui Marmi del Partenone torna al centro del confronto tra Grecia e Regno Unito. Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha chiesto a Londra di mostrare «coraggio» e «volontà politica» per giungere alla restituzione delle celebri sculture, oggi conservate al British Museum. In un intervento pubblicato sul quotidiano britannico «The Guardian», Mitsotakis ha sostenuto che è arrivato il momento di compiere «il passo decisivo»: riunire le sculture del Partenone e trasformare una controversia storica in «un atto unico di amicizia culturale» tra i due Paesi.
La presa di posizione del premier greco arriva mentre sembrano essersi arenati i colloqui avviati dal 2021 tra Atene e il British Museum. Secondo indiscrezioni riportate dalla stampa britannica, la Grecia sarebbe frustrata dalla mancanza di progressi concreti. Il museo, tuttavia, non ha confermato la rottura delle trattative e ha ribadito che la propria posizione e la disponibilità a raggiungere un accordo non sono cambiate.
A complicare il quadro sono anche le recenti dichiarazioni di Nicholas Cullinan, direttore del British Museum, che ha indicato il prestito dell’Arazzo di Bayeux da parte della Francia come possibile modello per affrontare la questione dei marmi. Il celebre tessuto medievale francese resterà esposto a Londra per dieci mesi, nell’ambito di un accordo culturale tra i due Paesi.
Una formula simile, però, non convince Mitsotakis. La Grecia, ha ribadito il
premier, non può accettare un’intesa che implichi il riconoscimento della proprietà del British Museum sulle sculture, né un accordo che trasformi il ritorno ad Atene in un semplice «prestito» di opere appartenenti al patrimonio greco.
La questione affonda le sue radici all’inizio dell’Ottocento: era il 1802 quando le sculture vennero rimosse dal Partenone. In quegli anni Lord Elgin era ambasciatore britannico presso l’Impero ottomano, allora dominante in Grecia. Elgin trasferì a Londra una parte significativa dei marmi e successivamente li vendette al British Museum. Da allora, Atene ne chiede la restituzione, sostenendo che la loro rimozione costituisce un atto di spoliazione. Il Regno Unito e il British Museum sostengono invece che le opere furono acquisite legalmente da Elgin.
Al di là della disputa sulla proprietà, Mitsotakis guarda a un possibile accordo come all’occasione per inaugurare una nuova stagione nei rapporti culturali tra Grecia e Regno Unito. La riunificazione delle sculture, sostiene il premier, potrebbe diventare il punto di partenza per una collaborazione culturale più ampia e duratura.
Il nodo, però, resta politico e giuridico: trovare una soluzione che consenta di riunire le opere senza costringere nessuna delle due parti a rinunciare alle proprie posizioni sulla loro proprietà.


