Addio ad Umberto Pizzi, fotoreporter di guerra, “paparazzo” della Dolce vita e dei Cafonal di Dagospia, celebre per avere immortalato i vizi mondani delle star del cinema e dei politici della Seconda Repubblica, tra feste, salotti e notti romane. Nato a Zagarolo (Roma) nel 1937, avrebbe compiuto 89 anni tra pochi giorni, il prossimo 7 ottobre. Ha pubblicato i suoi scatti su testate italiane e internazionali, tra cui “Time”, “People Magazine”, “Sunday Express Magazine”, oltre a collaborare con Dagospia e, negli ultimi anni, con “Il Fatto Quotidiano”.
Dopo un inizio come reporter di guerra, negli anni Sessanta Pizzi comincia a diventare popolare frequentando i luoghi della mondanità della capitale e segue da vicino le grandi star del cinema italiano e internazionale. La sua macchina fotografica incontra alcuni dei protagonisti della Hollywood sul Tevere, da Marcello Mastroianni a Vittorio Gassman, da Eduardo De Filippo a Roberto Rossellini, fino a Elizabeth Taylor e Richard Burton. Era la stagione di via Veneto, delle notti romane e dei grandi alberghi frequentati da attori, registi e personaggi internazionali. Pizzi ne diventa uno dei testimoni fotografici, inseguendo i divi con la macchina fotografica e imparando a cogliere l’immagine al di fuori della posa ufficiale.
Pizzi non si considerava soltanto un paparazzo. Il suo archivio documenta infatti una parte molto più ampia della società italiana. Alle fotografie dei divi si affiancano quelle di scrittori, intellettuali, politici, imprenditori, aristocratici e personaggi della finanza. Tra gli intellettuali fotografati ci sono Alberto Moravia e Dacia Maraini. Nel suo obiettivo passano inoltre generazioni di politici e protagonisti della vita pubblica italiana, fotografati tanto nelle occasioni ufficiali quanto nei momenti più informali.
Umberto Pizzi, addio al “paparazzo” della Dolce Vita
Il suo lavoro è stato raccontato anche attraverso produzioni televisive dedicate alla sua carriera. Nel 2026 Rai Cultura ha trasmesso la docuserie Profumo di Pizzi, costruita attraverso fotografie, materiali d’archivio e ricordi del fotografo. Quello che rimane è soprattutto un archivio sterminato, nel quale è possibile ritrovare quasi sessant’anni di storia italiana attraverso migliaia di volti e situazioni. Un patrimonio fotografico nel quale i grandi protagonisti della politica e dello spettacolo convivono con figure della mondanità e con personaggi rimasti sconosciuti al grande pubblico.


