La vedova sassone Rodogruna si sacrifica per il figlio
Il sigillo dell’imperatore è un piacevole romanzo di formazione rivolto stranamente al maschile.
È la vicenda umana della vedova sassone Rodogundra una donna che dopo la morte del marito ha dato tutto a suo figlio.
Ma ad un certo punto si accorge che per il bene del ragazzo è meglio che lo allontani dal mondo sassone.
Un mondo ancora allo stato brado e di una crudeltà indecorosa.
Ma come fare?
L’occasione fa l’uomo ladro. In Sassonia giungono dei messi di Carlo Magno che bussando alla porta di Rodogundra diverranno I salvatori del fanciullo Weri.
Arriva il giorno della partenza e Rodogundra a malincuore dovrà per forza dire addio al suo amato Weri.
Il giovane parte e lascia dietro di sè quella Sassonia maledetta e benedetta allo stesso tempo.
Dovrà dunque raggiungere la tanto agognata Aquisgrana capitale del regno del Grande Carlo.
Il viaggio è inutile dire sarà tanto affascinante quanto pericoloso…. ricco di trappole e di tranelli.
Si dovrà infatti attraversare tutto il continente europeo prima di giungere a destinazione.
Ma il sigillo dell’imperatore non è solo una meravigliosa avventura cavalleresca che strizza l’occhio alla chancon de jeste.
È anche il viaggio del giovane Weri dalla pubertà al mondo adulto.
Lui difatti lascia dietro di sè quella Sassonia della falsità;dell’invidia e dell’ipocrisia.
Una realtà davvero molto pesante ed opprimente.
Giunto ad Aquisgrana capitale del regno del Grande Carlo Weri scopre una società pulita e dinamica dove lo stesso individuo ha ragione di esistere.
Qui si respira un’aria nuova dove la nobiltà si sostituisce all’affettazione.
Eleganza e conoscenza vanno a sostituire nel mondo del giovane protagonista del libro arretratezza e superficialità .
Questo è il passaggio solenne che va sancendo l’avvenuta maturazione del figlio di Rodogundra.
Weri non è più lo sgangherato cavaliere sassone bensì diventa nobile paladino di Carlo Magno.




