Heinse e il suo Ardinghello
Siamo nel pieno del Romanticismo Tedesco e Heinse ne è a pieno titolo uno dei maggiori esponenti.
La sua opera più apprezzata per stile e contenuto è senza ombra di dubbio L’ Ardinghello e Le Isole felici.
Un’opera abbastanza monumentale che si svolge nelle più belle città del Bel Paese.
Heinse fonde dunque in questo meraviglioso romanzo ideali romantici rinascimentali ed edonostici.
Ardinghello è un aristocratico in incognito che scappa a Venezia per sfuggire ai sicari di Cosimo primo dei medici .
Sicari che avevano tentato di fargli la pelle.
La dolce vendetta avrà dunque luogo nel momento in cui Ardinghello in una villa sul lago di Garda ricoscerà il mandante del vile atto nei suoi confronti.
Felice di aver saputo sistemare i conti con il suo passato si diletta tra Genova e Roma.
Qui mostrerà tutto il suo essere artista avventuriero e grande amatore .
Grazie alla sua splendida sensualità farà strage di cuori femminili suscitando l’ira funesta dei maschi spodestati.
Poi creerà una sorta dì banda di masnadieri incalliti che con fare da grandi conquistatori si macchieranno di scelleratezze.
Dalle rapine ai sequestri di persona l’ardinghello si fa conoscere!
Alla fine l’indomito si ritira nelle isole felici e insieme ai fedelissimi instaura una sorta di Repubblica dell’ arte dell’avventura e soprattutto della sensualità più sfrenata ed avvolgente.
Ardinghello quindi si ritrova in quel Suo mondo idilliaco dove tutto è possibile perché rispecchia a pieno l’essenza ultima del suo io.


