La sindrome del Conte di Fersen
L’estate 2026 è tutta sua ha comprato pure quella.
È la favola perversa di un narcisista seriale.
Alla corte del Piacione in quel di Cologno Monzese immensa è la nobile sala degli specchi dove lui si esalta ammirando la sua beltà.
E poi tronfio come un tacchino chiama a corte I suoi scrivani di fiducia perchè il mondo intero deve soccombere alla sua folle autocelebrazione.
Lui è bravo bello la perfezione fatta a persona.
La sua real consorte ogni mattina durante l’alza bandiera si arranca su DI una sedia e con la mano sul cuore intona convinta SEI BELLISSIMO.
Lui ama essere servito e riverito e ogni Cinque minuti suona il campanaccio della mucca Carolyna e avviene il miracolo.
Il maggiordomo Jerry arriva sudato e mezzo morto ma non demorde con un filo di voce e con le lacrime agli occhi LO unge intonando SEI UN MITO.
E IL Conte di Fersen ci crede ci crede veramente.
È festa alla corte del Piacione!
E arriva la fatina rosso crociata venuta con Ardore.
LEI prende inevitabilmente la scena e regala al narcisista seriale un accattivante danza del ventre.
Ciumbia manca LUI PAPÀ Silvio con la Merkel.
In un angolo buio c’è lei Maria Rottermeier che in silenzio guarda scruta e prende appunti.
È furba la ragazza scaltra come Belzebù.
Chi quel babbeo che le si mette per traverso?
È lei l”emittenza grigia che sorveglia e plasma il nostro amato narcisista seriale.



