Il Comitato del Patrimonio Mondiale riunito a Busan riconosce il valore storico, architettonico e culturale del sistema dei teatri condominiali tra Marche, Umbria ed Emilia-Romagna..
Dieci teatri (Teatro Angelo Mariani di Sant’Agata Feltria; Teatro Pergolesi di Jesi; Teatro Ventidio Basso ad Ascoli Piceno; Teatro Serpente Aureo di Offida; Teatro dell’Aquila di Fermo; Teatro Lauro Rossi a Macerata; Teatro Feronia di San Severino Marche; Teatro Gentile da Fabriano; Teatro Bramante di Urbania; Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto) disseminati tra le Marche, l’Umbria e l’Emilia-Romagna, nati tra il XVIII e il XIX secolo grazie all’iniziativa delle comunità locali, che ne condividevano proprietà e gestione attraverso un originale sistema di “condominio” teatrale, ovvero una partecipazione collettiva tra l’amministrazione pubblica e i cittadini. Un sistema unico di organizzazione dello spettacolo dal vivo che ha favorito la diffusione dell’opera, della musica e della prosa anche nei piccoli centri.
La candidatura è stata promossa dalla Regione Marche, con il coordinamento e il supporto tecnico-scientifico del Ministero della Cultura, attraverso la Direzione generale Affari europei e internazionali, Servizio UNESCO. Alle attività di candidatura hanno partecipato anche le Regioni Umbria ed Emilia-Romagna, insieme a numerosi enti territoriali, a partire dai Comuni, e alle realtà locali dell’Italia centrale, dove questo sistema teatrale ha conosciuto la sua più ampia diffusione. La candidatura ha, inoltre, beneficiato del sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha curato i rapporti con l’UNESCO.
«Gioielli storici, architettonici e culturali che, da secoli, impreziosiscono l’identità di borghi e città dell’Italia centrale e la rendono unica. Questo riconoscimento consolida il primo posto dell’Italia nella classifica dei siti Unesco» sottolinea la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
«I teatri condominiali sono una infrastruttura culturale italiana di eccellenza, che, in maniera innovativa, ha permesso a generazioni di cittadini nei borghi e nei piccoli centri dell’Italia centrale di fruire dell’Opera, della musica classica e di altre forme di spettacolo dal vivo» ha dichiarato il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
Anche l’AGIS accoglie con soddisfazione l’iscrizione dei teatri condominiali dell’Italia nella Lista del Patrimonio mondiale. «Questo riconoscimento valorizza una tradizione teatrale profondamente radicata nei territori e nelle comunità. I teatri condominiali sono un esempio di come lo spettacolo dal vivo continui a essere un presidio culturale e sociale, da tutelare e far vivere ogni giorno» commenta il presidente Francesco Giambrone.
«Da 50 anni facciamo in paziente lavoro di connessione» interviene Gilberto Santini, direttore di Amat, circuito multidisciplinare delle Marche. «Questo riconoscimento ci rende felici, perché aiuta a fare uno scatto di consapevolezza. Alla Regione Marche e all’Italia tutta. Non ci riferiamo solo al patrimonio architettonico, ma alla vita della scena. Perché la bellezza degli edifici non basta. Parlando di teatro, parliamo di patrimonio vivo».


