Fabrizio del Dongo eroe dalla fine infame
Stendhal è romanziere assai fecondo.
Infatti oltre allo strafamoso LE ROUGE et LE NOIR ha anche scritto LA CERTOSA DI PARMA.
È l’avvincente peripezia del giovane rampollo di nobile famiglia Fabrizio del Dongo.
Un caparbio ragazzotto conquistato dalla boriosa sete di potere del megalomane NANETTO CORSO.
Ma quando Waterloo incombe e il Generalissimo esce di scena lui ha una crisi di coscienza e rimane traumatizzato dall’arrivo del CONGRESSO DI VIENNA e dalla Restaurazione.
A questo punto decide di soggiornare presso una avvenente zia che prova un morboso trasporto nei suoi confronti.
La donna per tenerlo stretto sotto le sue sottane lo introduce nell’ambiente altolocato della corte parmense.
Tutto sembra scorrere nella più opprimente monotonia fino al momento in cui Fabrizio del Dongo viene accusato della morte di un attore.
Subito viene arrestato e condotto in una fortezza nei pressi di Parma.
Qui si innamora follemente di Clelia la giovane figlia del capitano della fortezza.
L’amore è come una ruota Che gira gira all’impazzata e alla fine schiaccerà in modo inesorabile I due teneri amanti.
Essi infatti si sentiranno come in un frullatore e alla fine massacrati ed umiliati dovranno affrontare nuove peripezie.
La zia di Fabrizio del Dongo lo farà scappare dalla fortezza.
Tenterà invano di tenerlo legato a sè ma Fabrizio non vuole Che la sua Clelia.
Raggiunta Clelia Fabrizio è al settimo cielo perchè ha la possibilità di redimersi e di coronare il suo sogno d’amore.
DA questo legame nasce Sandrino piccola creatura fragile ed in difesa Che di lì a poco passerà a miglior vita.
Clelia morirà di dolore.
- Anche il giovane Fabrizio l’anno dopo esalerà l’ultimo respiro tra le pareti della certosa di Parma.
Questa vicenda avrà due versioni televisive una negli anni sessanta e una negli anni duemila.






