Enrica Bonaccorti se n’è andata a 76 anni, lasciando un vuoto che si sente nelle case di chi ha cresciuto guardando la sua televisione. Era la stessa donna che, con ironia, tono diretto e una certa audacia, faceva sentire lo spettatore chiamato in causa, non solo spettatore.
Nata a Savona ma “cresciuta” a Roma, Bonaccorti arriva al pubblico grande dopo anni di teatro, scrittura e musica, diventando uno dei volti femminili più riconoscibili degli Anni Ottanta, con Italia sera e Pronto, chi gioca?.
La sua carriera non è mai stata solo un elenco di programmi, ma una ricerca di equilibrio tra leggerezza e spessore: da Non è la Rai ai lunghi spazi radiofonici come Tornando a casa, la sua voce ha accompagnato caffè, compiti, silenzi domestici.
Non è un caso che in età matura abbia abbracciato il giornalismo, scrivendo per testate come Sette e Oggi, e raccontando con parole chiare paesi lontani, guerre e malattie: la stessa voglia di mettere in ordine il mondo che si vedeva nei suoi salotti, ma stavolta senza il filtro del sorriso preconfezionato.
La malattia, con cui ha convissuto in modo pubblico, non ha spento il suo coraggio: continuare a parlare di ospedali, cure e incertezze davanti alle telecamere è stata una scelta coerente con la sua idea di “verità” nel racconto.
Per Artista News, Enrica Bonaccorti è un’artista di parola, immagine e tempo: qualcuno che ha saputo cavalcare decenni di cambiamenti senza mai smettere di interrogarsi. La sua scomparsa non è solo un fatto di cronaca, ma un momento in cui l’Italia dello spettacolo si ferma e ricorda chi ha saputo far ridere, pensare, e talvolta anche sognare, davanti a un televisore spento e alle voci che restano nella memoria.


