Maria Josè di Belgio Regina a tempo di record
Non c’è atto più bello che la celebrazione dei nonni da parte di un nipote.
E l’ultimo libro di Emanuele Filiberto ne è la prova evidente .
Infatti non è semplicemente un freddo ed anonimo manuale di storia.
Ma è invece la tenera e sentita testimonianza di un cinquantenne che appartiene ad una famiglia tanto blasonata quanto ingombrante.
Attraverso la ricostruzione di questa figura affascinante fuori dagli schemi dell’ovvio e sicuramente anticonvenzionale …. il nipote con sincerità si guarda dentro.
Maria Josè di Belgio è una donna moderna e libera.
Grazie alla sua cultura ed eleganza interiore riesce a sopravvivere all’etichetta di Palazzo Savoia .
Contraria al Nazismo e alle sue ignobili leggi raziali è una delle poche voci del casato sabaudo a dire chiaramente no a Hitler e alle sue fisse.
Si vocifera Che Maria Josè avesse avuto prima del suo matrimonio con Umberto II una improbabile liaison amoreuse con il Duce.
Possibilità smentita a gran voce da èntourage e storici.
Femminista ante litteram ha amato le donne e per loro ha combattuto contro pregiudizio ed ostilità coniugate al maschile.
Fumava liberamente senza porsi troppe domande e si vestiva a proprio piacere senza ostinarsi a voler essere perfetta per il suo ruolo istituzionale.
Lei doveva piacere ed essere funzionale a se stessa.
Come ogni donna del Casato Savoia aveva dimostrato con la sua stessa esistenza che il femminile era senz’altro migliore rispetto al maschile.
Una curiosità su questa donna iconica è che al referendum per la scelta MONARCHIA REPUBBLICA lei abbia clamorosamente votato per la seconda ipotesi.





