Stelio e foscarina come il giorno e la notte
Capolavoro indiscusso del Vate manifesto prezioso del suo Decadentismo a la mercè del Super uomo.
Quel Super uomo che non è semplicemente brutalità allo stato puro.
Ma diventa delicato complice di una natura non più matrigna ma benevola madre.
Il fuoco racconta l’epopea esistenziale di Stelio Efrena rappresentante perfetto dell’eroe dannunziano.
Un esteta all’ennesima potenza la cui vita va ad intersecarsi con la sua stessa concezione di arte.
Lui ha sposato a pieno la teoria wagneriana della commedia.
Una commedia non è solo testo; ma anche musica e balletto.
Per questo motivo si dà come obbiettivo quello di creare un”opera così maestosa da essere ricordata in eterno.
Nel frattempo sullo sfondo di questa megalomania alla D”Annunzio ci sta pure la storia d’amore tra Stelio e Foscarina.
Lei è un attrice temprata sulla falsa riga della Duse meravigliosa ossessione del Vate.
È la classica Musa silenziosa e devota… geisha per passione!
Stelio è il suo tutto e Il suo nulla.
È il primo pensiero del mattino e l’ultimo della sera.
È quella maledetta malattia che le tortura il cuore e le fa sanguinare l’anima.
È così fusa che non si accorge di essere stata gentilmente sostituita.
Lei è colpevole di non essere più fresca.
Oramai il suo decadimento fisico è diventato motivo di imbarazzo.
Il suo appeal di ispiratrice è andato a ramengo.
Stelio ha un nuovo fuoco che brucia dentro e si chiama Donatella.
Lei rappresenta la freschezza e la gioventù.
Lei è vita; brio e genuinità. È il nuovo messaggero alato.
Donatella sarà dunque per Stelio il nuovo Virgilio nel labirinto dell’arte.
Il romanzo si conclude con la doverosa presa di coscienza di Foscarina che a suo malincuore dovrà per forza dire addio al suo amato.
Ai margini di questa dolorosa separazione I solenni funerali di Richard Wagner.




