Anche quest’anno la tradizionale, tanto attesa e amata Supplica alla Madonna del Rosario.
Essa fu composta da Bartolo Longo (oggi santo) nel 1883 per il Santuario di Pompei. Si recita solennemente l’8 maggio a mezzogiorno e la prima domenica di ottobre.
L’ estratto centrale della Supplica così cita:
‘’O Regina delle Vittorie, o Rifugio del genere umano, a Te ricorriamo… Mostraci la tua misericordia… Tu sei la Mediatrice della nostra salvezza, la Dispensatrice delle grazie del Signore”.
È più oltre: ‘’Gesù’ ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.’’
E’ chiaro, dunque, la definizione di Maria Mediatrice di tutte le Grazie.
Già nel testo ottocentesco compare dunque il titolo “Mediatrice” e “Dispensatrice delle grazie”. Bartolo Longo lo usava in senso devozionale, radicato nella pietà popolare del Rosario.
Cosa significa “Mediatrice di tutte le grazie” nella dottrina cattolica classica dei santi e dei papi?
Unico Mediatore è Cristo: “Uno solo è Dio e uno solo è anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù” 1Tm 2,5. Questo è dogma.
Mediazione partecipata: Lumen Gentium 62 insegna che l’unica mediazione di Cristo non esclude ma suscita cooperazioni partecipate. Come i santi intercedono, così Maria coopera in modo unico alla mediazione di Cristo perché:
1. È Madre di Dio: dando la natura umana al Verbo, ha cooperato all’Incarnazione da cui viene ogni grazia.
2. È ai piedi della Croce: associata al sacrificio redentore, Gv 19,25-27.
3. È Assunta in cielo: continua a intercedere per noi, LG 62.
Perciò viene usato il titolo “Mediatrice” in senso subordinato e dipendente da Cristo, in senso rafforzativo dell’unica mediazione di Cristo, mai autonomo ed esclusivo. Non è dogma definito, ma dottrina comune e sicura.
Alla luce di quanto detto, ‘’Mediatrice di tutte le grazie” significa che Dio ha voluto far passare ogni grazia attraverso l’umanità di Cristo, e ha voluto associare Maria a quest’opera. San Bernardo: “Dio ha voluto che avessimo tutto per mezzo di Maria”. Non perché Maria produca la grazia da sé, ma perché è il collo che unisce il Capo-Cristo al Corpo-Chiesa, immagine usata da San Bernardino da Siena.
Va’ precisato che Ella non è fonte della grazia: la fonte è la Trinità; non è necessaria in senso assoluto: Dio poteva fare diversamente, ma ha scelto questa via; non sostituisce Cristo: ogni sua intercessione passa per Cristo, con Cristo, in Cristo.
Il Magistero è molto chiaro in merito: Pio XII, Paolo VI, Giovanni Paolo II hanno usato spesso il titolo. Il Catechismo 969 parla di Maria “avvocata, ausiliatrice, soccorritrice, mediatrice”.
Non è dogma: Benedetto XVI e Bergoglio non hanno ritenuto opportuno definirlo dogmaticamente, per non creare ostacoli ecumenici. Il titolo è già contenuto in Lumen Gentium.
Ecumenismo: con gli ortodossi il titolo non crea problemi: l’Oriente canta Maria “più onorabile dei Cherubini” e “intermediaria” nella liturgia. Con i protestanti serve spiegare che non è una concorrente di Cristo.
Leone XIV, sottoscrivendo il recente documento Mariano del ‘Sant’Uffizio, purtroppo, va’ controcorrente, smentendo il Magistero precedente e universalmente sancito.
Ora, quando a Pompei diciamo “Dispensatrice delle grazie” stiamo affermando 3 cose cattoliche:
Ogni grazia viene da Dio.
Passa attraverso l’umanità di Cristo.
Maria, per volontà di Dio, è associata a questa distribuzione come Madre.
Perciò la Supplica è teologicamente corretta se letta alla luce di 1Tm 2,5 e LG 60-62. Bartolo Longo era tomista: sapeva bene che Maria “non oscura né diminuisce l’unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l’efficacia” LG 60.
Come pregare la Supplica senza fraintendimenti
Intendi Cristo al centro: chiedi a Maria che ti porti a Lui. Lei indica: “Fate quello che vi dirà” Gv 2,5.
Evita il linguaggio magico: le grazie non sono “forzate” da Maria. Lei intercede, Dio concede.
Unisci la Supplica ai sacramenti: la grazia passa ordinariamente per Eucaristia e Confessione. La devozione mariana porta lì.
In conclusione, la Supplica di Pompei usa il titolo Mediatrice/Dispensatrice in continuità con la fede cattolica di sempre: Maria coopera all’unica mediazione di Cristo. Non è dogma definito, ma è dottrina sicura. Pregarla è legittimo e fruttuoso, purché si tenga fisso lo sguardo su Cristo, unico Salvatore.
Fortunatamente, nell’ambito di tutte le chiese cristiane che formano la Chiesa Una e Santa di Nostro Signore Gesù Cristo, Pietra angolare/Testata d’angolo, c’è qualche Chiesa sorella che sancisce con molta chiarezza e puntualità il concetto di Maria ‘Mediatrice di tutte le Grazie e Corredentrice’: la Prelatura MPN-SS. Pietro e Paolo, addirittura la proclama Dogma universale, affidandone al Popolo di Dio la devozione e il culto.
E dunque, come le mettiamo con gli ‘’addetti ai lavori? E soprattutto, come la mettiamo con i fratelli dell’area protestante? Infine, cosa penserà ora Fernandez del ‘Sant’Uffizio’?
Prévost, stamattina, si è distratto? A che cosa ha dato priorità: al documento della burocrazia oppure ha ascoltato la Voce e il Sentimento del Popolo di Dio? Voce di popolo, voce di Dio, voce della coscienza.


