L’usanza proseguì nel Medioevo lungo la valle del Reno e in Alsazia si diffuse l’abitudine diporre nelle corti delle Chiese il 24 dicembre un albero ai cui rami pendevano delle mele,simbolo del frutto della tentazione di Adamo. Per imitare questi alberi del paradiso esposti nelle chiese, anche i singoli iniziarono dapprima a mettere nelle loro case dei rami d’abete sostituiti poi verso il 15º secolo da piccoli abeti ornati allo stesso modo.
Nel corso dei secoli la decorazione dell’albero si evolve e vengono aggiunte prima delle ostie, poi dei fiori in carta multicolore. Man mano gli artigiani si specializzanoe con del leggero metallo cromato vengonoconfezionati fiori, angeli e stelle, che vanno ad arricchire le decorazioni dell’albero. Poco a poco piccoli dolci leggeri, realizzati con stampi a ferro-caldo vengono aggiunti alledecorazioni. Ci si comincia a sbizzarrire nelle forme e con la pasta dei dolci, lo zucchero e il marzapane si preparano ogni sorta di decorazioni da appendere all’albero: angioletti,stelline, cavallucci, cuori, lune, fiori e poco a poco si aggiungono le noci dorate e argentate. Arrivano le figurine in cera,di solito angeli, e si cominciano a confezionare anche delle ghirlande e a dorare le pigne degli abeti e conseguentemente appaiono le prime sfere, gli uccellini, le stelle fatte in vetro soffiato e colorato.
Nella grotta di Betlemme, da pochi giorni, era nato il Bambino Gesù.
Tutti andavano a rendergli omaggio portandogli dei doni.
Un artista di strada, molto povero, si trovava a Betlemme proprio in quei giorni e voleva andare a rendergli omaggio e salutarlo, ma non aveva nemmeno un dono da portargli.
Dopo qualche esitazione decise di recarsi alla grotta e di andarlo a trovare. Gli venne in mente un’idea, fare quello che gli riusciva meglio: il giocoliere.
E così tirò fuori dalla sua sacca alcune palline colorate e cominciò, abilmente, a farle ruotare in aria, facendo ridere il piccolo bambino.
Da quel giorno per ricordarci delle risate di Gesù Bambino si appendono delle palle colorate all’albero di Natale.
Così, per tenere caldo il piccolo, volò verso le braci e tenne il fuoco vivo muovendo le ali per tutta la notte. Il mattino seguente l’uccellino fu premiato con un bel petto rosso brillante come simbolo del suo amore per Gesù Bambino.
Ed ora l’ultima leggenda.La figlia piccola di un pastore era intenta ad accudire il gregge del padre in un pascolo vicino Betlemme, quando vide degli altri pastori che camminavano speditamente verso la città. Si avvicinò e chiese loro dove andavano. I pastori risposero che quella notte era nato il bambino Gesù e che stavano andando a rendergli omaggio portandogli dei doni.
La bambina avrebbe tanto voluto andare con i pastori per vedere il Bambino Gesù, ma non aveva niente da portare come regalo. I pastori andarono via e lei rimase da sola e triste, così triste che cadde in ginocchio piangendo. Le sue lacrime cadevano nella neve e la bimba non sapeva che un angelo aveva assistito alla sua disperazione. Quando abbassò gli occhi si accorse che le sue lacrime erano diventate delle bellissime rose di un colore rosa pallido. Felice, si alzò, le raccolse e partì subito verso la città. Regalò il mazzo di rose a Maria come dono per il figlio appena nato. Da allora, ogni anno nel mese di dicembre fiorisce questo tipo di rosa per ricordare al mondo intero del semplice regalo fatto con amore dalla giovane figlia del pastore.





