Il 24 settembre dell’Anno del Signore 2025, in Roma, si apre solennemente il Sinodo Internazionale della Prelatura Cattolica M. P. N.! SS. Pietro e Paolo – Giurisdizione Sui Iuris, riconosciuta e iscritta nel Registro della Personalità Giuridica al prot. n° 1025/2014, dalla Prefettura di Roma e dal Ministero dell’Interno, Ufficio del Culto, convocato con la Bolla promulgata dal Patriarca e Arcivescovo Primate, della medesima. Questo evento, radicato nella tradizione apostolica e confermato con autorità ecclesiale, segna una tappa decisiva nella vita della comunità, poiché pone in atto un discernimento comunitario che unisce pastori e fedeli nel segno della fedeltà al Vangelo.
L’assemblea sinodale è concepita come spazio di ascolto dello Spirito, momento in cui la Chiesa, pellegrina nella storia, rinnova la propria adesione a Cristo, unica fonte di verità e di santità. La data, scelta in riferimento alla Bolla Sinodale che ha stabilito il tempo e le modalità della convocazione, non rappresenta soltanto un inizio istituzionale, ma diventa segno sacramentale della continua effusione dello Spirito Santo che guida la missione universale della Chiesa. La presenza dei Vescovi, dei Presbiteri, dei Diaconi, dei Religiosi e dei fedeli laici da ogni parte del mondo, sia in presenza che in diretta Streaming, testimonia l’unità del Popolo santo di Dio, che non si fonda su logiche umane, ma sulla Grazia Divina che compone in armonia i diversi ministeri.
Il Sinodo si apre nel segno della preghiera, per ricordare che ogni atto ecclesiale nasce dall’adorazione e trova compimento nell’obbedienza alla volontà del Padre. La celebrazione inaugurale assume il carattere di Epifania ecclesiale: il Popolo di Dio, radunato attorno al proprio Patriarca, proclama con la liturgia la centralità della Parola e dell’Eucaristia, fonte e culmine di tutta la vita cristiana. La Parola letta, meditata e condivisa non è semplice discorso, ma voce viva che illumina i cuori e orienta le decisioni. L’Eucaristia celebrata diviene cuore pulsante del Sinodo, sacramento della comunione, vincolo di carità, garanzia della presenza reale di Cristo tra i suoi.
La convocazione è stata motivata dall’urgenza di affrontare le sfide pastorali di un mondo in rapida trasformazione, in cui la fede rischia di indebolirsi sotto il peso di ideologie e secolarismi che oscurano la verità rivelata. Non si tratta soltanto di elaborare documenti o definire norme, ma di lasciarsi rinnovare dall’incontro con lo Spirito che spinge ad annunciare Cristo crocifisso e risorto come unica speranza per l’umanità. La dimensione missionaria del Sinodo si manifesta nell’impegno a tradurre in gesti concreti la misericordia divina, a costruire ponti tra culture differenti e a difendere la dignità dell’uomo in ogni circostanza.
Il cammino sinodale, inaugurato in questa data storica, assume anche il compito di riflettere sul rinnovamento della vita ecclesiale. Viene richiesto a ciascun membro di partecipare con spirito di umiltà, mettendo da parte interessi personali per lasciare spazio all’azione della grazia. L’unità nella diversità diventa allora paradigma di una Chiesa che, pur articolata in molteplici vocazioni e carismi, rimane un solo corpo animato dall’unico Spirito.
Nel contesto della celebrazione inaugurale, particolare rilevanza viene attribuita alla memoria della Madre di Dio, invocata come: Corredentrice dell’umanità decaduta dal peccato, Regina degli Apostoli e Custode del Sinodo. Ella, che ha saputo accogliere la Parola nella fede, diviene modello per tutti i partecipanti, chiamati a custodire la fedeltà alla rivelazione e a vivere l’obbedienza allo Spirito. L’intercessione dei Santi Pietro e Paolo, Patroni della Prelatura, costituisce ulteriore garanzia di protezione e segno della continuità apostolica che anima l’intera assemblea.
Questo inizio, preparato con cura e preghiera, non vuole esaurirsi in un evento circoscritto, ma inaugurare un processo che continui a generare frutti di santità e di missione. Il Sinodo Internazionale, radunato a Roma in questa data, si pone come segno profetico per la Chiesa universale: la fedeltà al Vangelo, la forza dei sacramenti, la centralità della carità e l’impegno per la giustizia sono i pilastri su cui si costruisce il futuro. In tale luce, la Bolla che ne ha sancito la convocazione rimane documento fondativo, memoria viva dell’autorità pastorale e segno della volontà di Dio che guida la storia della sua VERA Chiesa.

