La famiglia una gran bella invenzione.
Un quadretto astratto dove un pittore ispirato cerca invano di dare una certa sacralità di risposte sotto forma di audaci pennellate.
Non siamo più nei dorati tempi della CASA NELLA PRATERIA.
Quell’epopea sentimentale formato melassa dove il concetto di CASA prevedeva il forzato annullamento dell’io a favore del rispetto assoluto del bene collettivo.
Non si ragionava in funzione del singolo ma nel nome della collettività.
La famiglia aveva senso se tutti gli ingranaggi del suo OROLOGIO BIOLOGICO funzionavano all’unisono.
Fare parte di una famiglia non era un tremendo mal di pancia che ti imponeva di chiuderti ore ed ore nel bagno logorandoti dentro.
Era un privilegio perchè sapevi di fare parte di un grande progetto.
Non eri solo eri immerso nel tuo piccolo mondo di Amèlie.
Oggi la famiglia è cambiata si è evoluta.
Non si considera più giustamente solo la FAMIGLIA DI SANGUE ma anche la famiglia di 🖤 di testa di anima.
Quindi non ha sesso definito e diktat preconfezionati.
Anche l’animale domestico ha un suo ruolo definito.
Quindi vanta doveri e DIRITTI.
PIACCIA O NON PIACCIA…
Solamente che oggi purtroppo sta morendo il concetto di MUTUO SOCCORSO RECIPROCO.
Nel senso che la solidarietà familiare quella vera e di cuore è andata a fare un Giro.
E non si sa se tornerà.
Il concetto di gratuità è morto e sepolto.
Nessuno se cadi ti dà una mano anzi con l’altra si accertano che sei veramente con il culo a terra.
È una società diciamocela tutta bastarda dentro.
Siamo gli avatar della famiglia MEZZIL.
Meravigliosamente stronzi scorretti politicamente fantasticamente scoppiati.
NELL’ERA DELLA FAMIGLIA MEZZIL














