Marisa Sannia una fiaba spezzata
Terza puntata della nostra rubrica i Bidonati di Amatriciana city
C’era una volta una ragazza di una terra fiera che amava lanciare una palla in un canestro .
Non aveva grilli per la testa voleva solo lanciare una palla in un canestro.
Ma lei sapeva anche cantare e che voce il buon Dio le aveva dato.
Timida come quella terra speciale le aveva insegnato ad essere.
Silenziosamente elegante persona per bene… Signora per diritto.
Scanzonata quasi un gioco in quel musicarello STASERA MI BUTTO.
QUI accanto ad un Giancarlo Giannini ancora col pannolino muoveva i suoi primi passi.
Lei era la classica ragazzina in un gruppo di scalmanati al mare ma con latino da portare a settembre.
E il Giannini prima maniera era il classico professorino alle prime armi che si faceva prendere allegramente in giro dai poppy ye ye.
Diciamo che queste pellicole non erano da Oscar o da Leone d’oro ma avevano la magia di catapultarti nel gotha degli eletti
Ma la vera svolta avviene quando lei con la nostra Ornellona pace all’anima sua aveva deciso di comprare con i soldi di Don Backi QUELLA 🏠 BIANCA piazzandosi come cavallo vincente a San Raccomandato.
Da quel momento la palla nel canestro era solo frutto di attimi di svago.
Meraviglioso quel suo sodalizio con il poeta per antonomasia della musica leggera italiana il compianto Sergio Endrigo.
Tra alti e bassi pacche sulla spalla e pugnalate nella schiena ha continuato ad onorare quel suo immenso amore con il suo pubblico.
E morta come la trama di una sua canzone
UNA DONNA SOLA
Un applauso ad Amatriciana city.
Non si smentisce mai.






