Uno spettacolo da Teatro Sistina dei suoi grandi fasti e che, con protagonista un veramente bravo Enrico Montesano, sta mietendo grandi numeri per l’affluenza di pubblico: grandi scenografie, bellissime musiche, una regia che ha dell’eccezionale ma soprattutto un protagonista che incarna la figura del Marchese del Grillo in maniera tale che ti viene di chiederti se veramente non abbia lui stesso vissuto le vicende che interpreta sulla scena, con un vigore che in Montesano non è assolutamente nuovo, con episodi narrati alla maniera del suo grande predecessore che nell’interpretare il film di Monicelli nel 1981 pose una pietra miliare nella storia del cinema e della narrazione della storia di Roma.
Marchese Onofrio Del Grillo, quasi padrone di Roma all’epoca di Papa Benedetto XIV perché la corrotta gerarchia ecclesiastica del ‘700 glielo consentiva e lui ne approfittava conducendo una vita dissipata non esente da atroci scherzi verso i popolani, che tuttavia lo amavano, e verso il papato stesso: questa è l’immagine di un personaggio quasi certamente realmente vissuto tra il 1714 ed il 1787 e sul quale se ne sono narrate di tutti i colori e che, dopo la indimenticabile pellicola che ebbe per protagonista il grande Alberto Sordi è ora il soggetto dello splendido spettacolo che Massimo Romeo Piparo manda in scena, con grandissimo successo, dal 3 al 27 novembre dicembre al Teatro Sistina.
Dopo i numeri incredibili della scorsa stagione, con 12 Sold out, 50 mila spettatori e 2 milioni di Euro di incasso in sole 5 settimane di programmazione, lo spettacolo è entrato a pieno titolo nella storia del Sistina e della Commedia Musicale italiana: merito dell’ironia, del sarcasmo, di gag e battute a raffica e della grande musica, oltre al talento dell’amatissimo attore protagonista, che al celebre marchese Onofrio del Grillo – ruolo che fu di Alberto Sordi – ha regalato una delle sue migliori interpretazioni


Nessuno dei trenta personaggi in scena merita critiche negative, anzi tutti, tra loro perfettamente integrati, riescono in un unicum spettacolare ad interessare in maniera continuativa il pubblico che, a fine spettacolo, si è espresso con grandi e meritati applausi.
Foto crediti di Antonio Agostini
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