La nascita di un mito
È l’estate del 1963. Gino Paoli si trova in Sicilia, a Capo d’Orlando, ospite in una casa affacciata sul mare, nella frazione di San Gregorio. Lì, tra le giornate lente e le spiagge allora incontaminate, il cantautore genovese si lascia ispirare dall’atmosfera unica di quel luogo.
In pochi minuti scrive le parole di quello che diventerà il suo brano più celebre, “Sapore di sale”, arrangiato da Ennio Morricone e impreziosito dal sax di Gato Barbieri. Una canzone semplice e sensuale, capace di restituire il sapore dell’estate, il gusto del mare e il senso della libertà.
Lo stesso Paoli, nel suo libro “Cosa farò da grande, i miei primi 90 anni”, ha raccontato:
“Dovevo suonare a Capo d’Orlando… mi portarono in una casa sulla spiaggia. Quando tornai a Genova, la canzone uscì da sola, in pochi minuti”.
Un successo senza tempo
“Sapore di sale” fu un trionfo immediato: conquistò il pubblico italiano, vinse il Disco d’Oro e ancora oggi è considerata un evergreen della musica leggera. È un brano che profuma di sole e di libertà, capace di evocare l’estate italiana nel mondo.
Il suo successo non è solo musicale: è diventato un pezzo di memoria collettiva, un simbolo di spensieratezza e amore per il mare.
La spiaggia che non c’è più
Ma la spiaggia che ispirò Gino Paoli oggi non è più la stessa. L’erosione costiera ha cancellato gran parte dell’arenile di San Gregorio, inghiottito poco a poco dal mare.
Un fenomeno dovuto a una combinazione di cause:
- cementificazione dei torrenti,
-
urbanizzazione incontrollata,
-
opere di difesa del litorale non sempre efficaci.
Il cantautore stesso, in una celebre intervista, commentò con amarezza:
“Il mare mi ha rubato la spiaggia di Sapore di sale, ma è come la vita: le cose belle vanno, e restano i ricordi”.
Memoria e identità culturale
Il legame tra Paoli e Capo d’Orlando non è stato dimenticato. Negli ultimi anni, si è discusso di intitolare il lungomare a Gino Paoli, come omaggio a una pagina di storia della musica nata proprio lì.
Il Comune ha anche avanzato richieste di finanziamenti per combattere l’erosione e restituire dignità a una costa che non è solo paesaggio, ma anche patrimonio culturale e musicale.
Una canzone, un luogo, un’eredità
Oggi chi visita San Gregorio non trova più la spiaggia ampia e dorata che ispirò Paoli, ma il fascino del luogo resta intatto: il mare che si infrange sugli scogli, il borgo marinaro, il ricordo di un’estate eterna.
“Sapore di sale” continua a vivere non solo come canzone, ma come simbolo della Sicilia capace di incantare e ispirare arte, anche se il tempo e il mare cercano di cancellarne le tracce.



