La nudità non rappresenta solo un corpo senza abiti, ma un modo
per esternare e liberarsi dai pesi che la vita ci mette sulle spalle.
Nei momenti più cupi, è una delle poche azioni che mi permette di
svincolarmi dalla realtà, e di dare libero sfogo al mio universo, di
fare ordine nel caos interiore che a volte tenta di prendere il
sopravvento,
Non disegno per il bello, ma per esprimere un’idea, un sentimento,
un’emozione; è un linguaggio non verbale che permette di
comunicare sensazioni che non hanno altro modo di essere
espresse. È un mettersi a nudo, uno sfogo che inizia tracciando una
semplice linea su un foglio bianco, un segno inanimato che però
racconta. Parla di vita. Senza collocazioni spazio-temporali, senza
confini o limiti (da qui l’assenza di sfondi nei disegni), ogni
disegno/opera scaturisce da un particolare momento di vita, dalla
necessità di slegare l’anima dal corpo e dalla mente per permetterle
di allontanarsi e alleggerirsi.
Tutto iniziò un po di anni fa, quando per la prima volta visitai Roma e me
ne innamorai perdutamente. Tutto divenne un sogno e quel mondo che
era presente solo nei film, divenne una realtà che nella mia piccola e
amata Sardegna non esisteva.
Proprio dalla Sardegna inizia la mia vita, da una piccola città del sud
vicino al mare, e da li fin dall’infanzia nacque la mia passione per il
disegno; una passione persa tra persone e scuole sbagliate, ma ripresa
con l’avventura in un istituto di moda in cui mi diplomai.
Negli stessi anni iniziai a viaggiare tanto e frequentare spesso Roma, da
qui decisi di trasferirmi e iniziare l’accademia delle belle arti, purtroppo o
per fortuna, abbandonata molto presto.
Iniziai a vivere una realtà fatta di persone, monumenti, chiese, traffico,
locali, vita notturna. Una città ricca di contrasti, dal silenzio pacifico delle
chiese al caos cittadino, dalla bellezza dei suoi monumenti alla sporcizia
posta su di essi, dalla fortuna che lei ti può donare al baratro in cui lei ti
può far cadere.
E sono proprio questi contrasti ciò che caratterizzano la mia ricerca, una
ricerca interiore di equilibrio, che si manifesta attraverso il disegno e la
scrittura, un modo per affermarsi e vedere concretamente solo ciò che si
prova.
In ogni opera è rappresentato un momento di vita recente, una delusione
d’amore, la solitudine, la mia felicità e la scoperta della femminilità. È da
qui che comincia tutto, il nudo come grande passione e mezzo per
potermi esprimere, un liberarsi dai pesi della vita che tutti i giorni
annebbiano la mente e fanno si che si entri nel baratro interiore. La
femminilità come mezzo per rispecchiarsi e dare vita a delle forme
morbide materne consolatorie, spezzate da colori sporchi e mai puri,
senza tecniche precise, ma solo spinte da una mano che ha necessità di
togliere fuori ciò che sente.
L’acquerello, le tempere e gli acrilici sono gli unici mezzi che possiedo e
quei pochi pennelli stanchi di vivere, con cui sperimento e do festa al
colore.
Ma tutto ebbe origine con il mio quaderno nero (Black Book), in cui
scrivo e disegno, li non esiste il colore, esistono parole e pennellate o
segni di penna e di matita, Nere, come i momenti che ho vissuto, come
le sensazioni più nascoste e buie di me che in un piccolo foglio riescono a
prendere luce e vita.
Ora a ventitré anni porterò alla luce una parte di me, la mia più pura ed
interiore, la mia nudità, come persona, e come piccola donna al quale
aspiro di diventare.
Chiara Manca


