Fino al 28 Maggio è in scena al Teatro Tirso de Molina a Roma “NERONE SUPERSTAR”, scritto e diretto magistralmente da ROBERTO D’ALESSANDRO ed interpretato da PIETRO ROMANO (nel doppio ruolo di Nerone e Gneo il fratello gemello), eclettico come sempre in tutti i ruoli interpretati e sempre istrionico, LUCIANA FRAZZETTO (Agrippina), vulcanica con la sua vivacità prorompente e STEFANO ANTONUCCI (Seneca) in forma accattivante e goliardica.
Nel cast figura anche la brava Beatrice Gregorini (Poppea-una smemorata tutto pepe) affiancatia da altrettanti bravi e talentuosi attori: Francesco Trifilio (Milone da Crotone-in realtà è di Cosenza ed è un trasformista), Maria Chiara Cimini (Livia-la “sorella” di Gneo), Francesca Sanapo (Messalina), Francesco Falco (Blefarione-uno scriba che scrive sempre anche quello che non dovrebbe), Marco Paolo Tucci (Corbulone-scaltro proprietario di una casa di pazzi), Mattia Bagnaia (Lucio Anneo Seneca), Giorgio Amadeo (Afranio Pallante-un amante sfigato di Agrippina), Danilo Mustafà e Tommaso Moro (impersonano diversi ruoli) che hanno saputo rendere al meglio i personaggi da loro interpretati.
La storia corre su 2 binari paralleli e collegati tra loro..da una parte il Divo Imperatore Nerone – il più amato ed anche odiato dell’Impero Romano – che vuole mettere sù uno spettacolo su Giulio Cesare e dall’altro Agrippina, ambiziosa, che vorebbe assurgere al ruolo di “Imperatore” al posto di Nerone.
Tutto cominciò il 15 dicembre del 34 d.c. ad Anzio. Agrippina, discendente di Giulio Cesare e sorella dell’imperatore Caligola è una donna estremamente ambiziosa, la cui unica aspirazione è di diventare “imperatore”, aspirazione frustrata sia dal fatto che è donna, sia dal fatto che è moglie di Gneo, console dell’imperatore Caligola, ed uomo particolarmente stupido ed abietto.
Per raggiungere il suo scopo, la diabolica donna, sta per mettere al mondo un figlio che nei suoi progetti dovrà diventare il futuro imperatore di Roma.
Tuttavia il giorno del parto, il 15 dicembre del 34 d.c. appunto, uno spiacevole imprevisto rischia di compromettere il piano di Agrippina: invece di un solo futuro imperatore vengono alla luce una coppia di gemelli! Nerone e Gneo junior.
Per evitare confusione ed eventuali lotte interne, Agrippina decide di farne sparire uno a caso (Gneo), e di affidarlo segretamente a dei fidati contadini dei castelli romani…
“Il palcoscenico ha la valenza dei sogni e l’anima di un attore vaga, nel corso della sua carriera, da un desiderio all’altro, immaginandosi nei più stravaganti, o semplici, o istrionici ruoli, perché solo in quelle dimensioni realizza il binomio perfetto tra ego artistico e fantasia. – Racconta il regista Roberto D’Alessandro – Nerone, nella fattispecie, è l’immagine di una politica ridicola che già nei primi decenni dell’epoca post cristiana, delira d’onnipotenza, messaggio d’indiscussa attualità, chissà se per incapacità o disinteresse, si innalza un buffo quanto discutibile talento per le arti, fino a confondere, oltre i confini dell’assurdo, il governo con la ‘regia’.”
“Nerone ed io, – conclude il protagonista Pietro Romano – scambiandoci le corde, giochiamo a raccontare con l’eleganza della satira Roma com’era e forse com’è, divertendoci a rendere i dubbi della storia gradevolissima realtà scenica, nella quale l’immaginario e l’accaduto s’intrecciano magicamente con esilarante comicità.”
Lo spettacolo in definitiva è ben coreografato, abbellito da bei costumi e belle scenografie, un testo scorrevole e fluido anche se contornato da qualche battuta “colorita” di troppo e con la partecipazione di bravi attori tutti ben inseriti nei loro ruoli rendendo al meglio i loro personaggi.
Lo spettacolo che dura 2 ore circa è una fucina di risate dovute anche alla bravura di Pietro Romano e alla sua mimica facciale irresistibile ed alla proprompente vivacità ed esuberanza di Luciana Frazzetto oltre che poliedrica che ha saputo ugualmente valorizzare il suo personaggio.
In un commento a proposito del suo personaggio Luciana Frazzetto ha dichiarato: ” Ho fatto una partecipazione straordinaria facendo vivere al meglio Agrippina. Donna assetata di potere ma che con la sua sensualità metteva gli uomini ai suoi piedi per poterli gestire e arrivare al potere e credo di essere riuscita a dare le varie sfaccettature a un personaggio che non era facile da interpretare.
Il merito và anche al bravo Roberto D’alessandro che ha goliardicamente affrontato il tema della follia umana. delle frustrazioni
Pietro Romano nasce a Roma nel 1974, da una famiglia di artisti: la mamma cantante lirica ed insegnante di educazione musicale; il padre lascia la carriera in Polizia per dedicarsi al mondo dello spettacolo, operando inizialmente nelle produzioni cinematografiche (con Totò, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Alberto Sordi…) poi nel mondo della lirica, essendo tenore, come comprimario.
Già da piccolo inizia a calcare le tavole di prestigiose ribalte e a sedici anni frequenta l’Accademia d’Arte Drammatica “Pietro Scharoff”.
(Un particolare e doveroso ringraziamento a FEDERICA PINTO per l’organizzazione del Teatro Tirso, a DANIELA CHESSA che ha curato l’Ufficio Stampa)




Ma le musiche???
bravo continua così