
Maestro Salvatore MONTANUCCI
Lo scorso 15 dicembre, si è tenuta la cerimonia di riapertura della chiesa dedicata a Santa Maria del Carmelo a Pennisi una frazione di Acireale nella provincia di Catania, che era stata fortemente danneggiata dal terremoto della notte del 26 dicembre 2018. A riaprire la porta della chiesa insieme al rito di benedizione il vescovo Raspanti, affiancato dal “padrone di casa” il parroco don Samson Socorro Fernandes di origini indiane, ma che si è ben inserito da diversi anni nella società locale e non solo, sapendo offrire il suo operato di sacerdote e di parroco all’intera comunità parrocchiale, con l’umiltà che sempre lo contraddistingue.
La chiesa è ritornata al suo splendore di sempre e per certi aspetti anche più, resa, attraverso una progettazione studiata e accurata di un gruppo di esperti insieme alla supervisione del Vescovo e di altri componenti, un luogo più sicuro, più comodo e più fruibile. Folta è stata la presenza di Autorità religiose, civili e militari come, Sua Em. il Cardinale Paolo Romeo, il primo cittadino di Acireale Dr. Roberto Barbagallo, il Prefetto di Catania Dr. Pietro Signorile, il Com.te la Compagnia CC. di Acireale Cap. Domenico Rana, il Dr. Alfio Licciardello Com.te Polizia Locale, e ancora il saluto da parte del Ministro per la Protezione Civile On. Nello Musumeci impossibilitato a presenziare per impegni istituzionali, e ancora tante altre figure della Soprintendenza ai Beni Culturali, e della progettazione, ricostruzione e restauri.
Tra le tele collocate all’interno della Chiesa e risalenti al periodo della sua prima apertura al culto e che proprio lo scorso 15 dicembre ricorreva il 125° anniversario di esistenza in concomitanza alla nuova riapertura post-terremoto, vi è anche una tela del noto artista contemporaneo siciliano Salvatore Montanucci il quale l’aveva donata alla comunità pennisota già trentatré anni fa con l’allora parroco don Giuseppe Panebianco e Vescovo Giuseppe Malandrino. La tela, raffigurante il battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista, dipinta in olio delle misure di cm 250×200, occupa la parete soprastante la fonte battesimale dove è stata in questi tanti anni, “testimone” di numerosi eventi battesimali.
Ma chi è Salvatore Montanucci?
Il maestro Montanucci è uno che ha fatto parte di questa parrocchia, essendo cresciuto qui a Pennisi sin dalla tenera età, frequentando la chiesta dove ha fatto pure il chierichetto, ha frequentato l’asilo e la scuola primaria, fino ad esporre per la sua prima volta nel lontano 1983 a soli diciotto anni, su invito dell’allora parroco don Giuseppe Panebianco, i suoi primi lavori di disegno e pittura proprio nel salone adiacente la chiesa. Da questa prima mostra, inizia il suo percorso artistico professionale scegliendo l’arte come unica professione ed inizia la sua scalata alla successo con mostre personali alla biblioteca di Aci Catena, al Salone mostre della Pro-Loco di Acireale, ancora al Palazzo municipale di Acireale e partecipando a mostre collettive a concorso premi fino a personalizzarsi sempre di più, arrivando già nel 1991 in Germania con una sua personale nella città di Schorndorf intitolata “Lichter und Farben des Mittelmeers – Luci e Colori del Mediterraneo” riscuotendo notevole apprezzamento di pubblico e di media. Lo stesso anno si recava su invito, nell’allora Sala Nervi di Città del Vaticano per donare personalmente al Santo Padre Giovanni Paolo II, un suo dipinto raffigurante il ritratto del Papa accompagnato da una biografia dell’autore.
Sempre più numerosi saranno i suoi viaggi legati alla carriera pittorica e che lo vedranno protagonista in diverse piazze italiane ed estere. Nel 1996 si reca negli Stati Uniti ottenendo dei contratti di collaborazione con due grosse gallerie d’arte di cui una a San Francisco e l’altra a Los Angeles. Sempre in America e più precisamente nello stato del New Mexico nella città di Farmington, il quotidiano “The Daily Times” pubblicava una intervista di un’intera prima pagina sull’artista italiano Salvatore Montanucci arrivato in America. Le sue esposizioni all’estero arriveranno a toccare diverse città tra cui alcune di esse; Schorndorf (Germania); Valencia, Palma di Majorca, Tenerife (Spagna); Ginevra (Svizzera); Tripoli (Libia); Tlemcen (Algeria); Bruxelles (Belgio); Larnaca (Cipro); Dubai (Emirati Arabi); Pechino (Cina); Malta, dove vivrà in maniera permanente per circa dieci anni tenendo mostre personali ma anche insegnando all’ MCAST “Malta College of Art Science and Technology”, e ancora alla Russian Boarding School, oltre che a tenere periodicamente Lectures presso l’Università di Malta e al “Cyprus College of Art” di Larnaca.
Nel 1991 aveva scoperto Malta grazie alla sua investitura di Cavaliere del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme O.S.J. detto anche di Malta, e inizia sin da subito, il suo primo importante ingresso ufficiale di artista
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nell’isola, “prima dei cavalieri e poi del Caravaggio” nel marzo 1992 con una grande mostra voluta dall’allora direttore di tutti i musei di Malta, Padre Zerafa, nonché storico d’arte e studioso del Caravaggio. Montanucci viene accolto in una sala del Museo Nazionale di Belle Arti (The National Museum of Fine Arts) di Valletta con una mostra che ha permesso Salvatore Montanucci di entrare nel panorama dell’arte maltese e accogliendolo come figlio loro e dove oltre a partecipare i propri genitori, grandi stimatori e orgogliosi del figlio, vi erano amici arrivati appositamente da Catania. Presenti alla presentazione della mostra grandi Autorità, oltre al direttore del Museo, l’Ambasciatore Italiano, il Ministro per la cultura, diventato poi Presidente di Malta, il Ministro per gli Esteri, diventato anch’Egli successivamente Presidente di Malta ed anche colui che spontaneamente nel 2000, si offrirà di inaugurare un’altra grande mostra del maestro Montanucci nel 2001 in un nuovo centro culturale ed espositivo che stava nascendo proprio a La Valletta.
Montanucci continua a viaggiare fino ad oggi portando la sua arte in giro per il mondo, egli è stato definito più volte dalla stampa e mass media in generale, un ambasciatore della nostra cultura. Nel 2010 arriverà negli Emirati Arabi dove farà parlare due testate quotidiane più rinomate degli Emirati e viene invitato dal direttore della cultura per un colloquio. Già nel 2007 era stato per ben sei settimane in giro tra la Libia, l’Algeria e il Marocco, collezionando una serie di foto e schizzi che lo porteranno alla produzione di una collana pittorica dedicata a questa cultura ma che per molti aspetti ci somiglia in quando possiamo considerarci un po’ “figli” di quella cultura. Nel 2013 l’artista siciliano, ormai internazionale, viene invitato ad insegnare a Pechino nella più prestigiosa Accademia di Belle Arti di tutta la Cina, la CAFA “China Central Academy of Fine Arts”, con un contratto di un anno accademico. Al suo rientro in Sicilia, ormai rientrato da Malta già nel 2001 per stare più vicino alla mamma anziana e con necessità di aiuto, inizia un nuovo filone artistico dedicato moda, ovvero diversi tipi di accessori e gioielli dipinti esclusivamente a mano apriranno una nuova porta alla carriera artistica del Montanucci riuscendo così a fare indossare la propria arte e farla portare in giro dalla gente. Tutt’oggi, questa linea, continua godere di apprezzamenti e si trova presente in alcuni negozi, in particolare modo gioiellerie. Lo scorso ottobre 2024 la “Delight Fashion and Design School” una scuola di moda a Nairobi in Kenya lo invita a tenere una masterclass di pittura sulla moda anche qui grandi apprezzamenti e successo e pagine intere di servizi stampa sulla sua notevole attività artistica.
Uno sguardo al dipinto di Montanucci donato alla chiesa di Pennisi “Battesimo di Gesù”.
Il dipinto “Battesimo di Gesù” olio su tela cm 250X200, raffigura uno dei momenti più significativi della nostra religione ovvero il battesimo di Gesù che avviene nel Fiume Giordano da parte di Giovanni Battista e che segna l’inizio della sua missione pubblica, simboleggiando solidarietà, umiltà e purificazione; mentre la Luce dello Spirito Santo sta scendendo a confermare questo divino evento. Il battesimo cristiano è dunque fondamento della vita cristiana, esso è un rito di iniziazione che simboleggia la purificazione dal peccato originale alla rinascita spirituale e ne sigilla l’ingresso nella Chiesa di Gesù. Il Corpo di Gesù, attraverso l’immersione nell’acqua, sta a rappresentare la morte e la risurrezione dell’uomo acquisendo così una nuova vita e divenendo una nuova creatura.
Sullo sfondo un raggio aperto di luce mentre squarcia il cielo si proietta sulle mani del Battista e sul capo di Gesù, rappresentando lo Spirito Santo che è Colui che vuole il Battesimo per sugellare il rapporto tra Figlio e Padre e di conseguenza quello tra figli e Trinità. Si intravede nello sfondo del dipinto, un paesaggio quasi sfogato nelle sue forme non molto definite proprio per lasciare l’occhio dell’osservatore a focalizzarsi maggiormente sulla scena protagonista in primo piano. Due alberi laterali di diversa natura, a rappresentare l’uomo e la donna che con l’unione danno vita a nuove creature umane che diventano figli nostri e figli del nostro tempo. Attorno all’evento del Battesimo, vediamo protagonisti fedeli e curiosi increduli, così come spesso accade in molti avvenimenti nella nostra società. Il drappeggio degli abiti dei personaggi, compreso Gesù, risulta rigido non per caso, esso non ha una naturale morbidezza, esso preannuncia la “cattiva sorte” di Gesù attraverso il tradimento e la condanna a morte dalla prepotenza umana convinta spesso di essere onnipotente e immortale e così poter decidere il destino degli altri.
Per l’occasione della nuova riapertura della chiesa post terremoto e post restauro, il maestro Salvatore Montanucci, è stato contattato da alcuni parrocchiani che insieme al parroco, hanno chiesto all’artista di offrire ancora il suo contributo attraverso il restauro del dipinto dello stesso Montanucci, perché si era danneggiato a causa di una conservazione non accurata e probabilmente posta in luogo molto umido e che quindi nei sette anni di attesa prima della sua ricollocazione aveva riportato danni su un lato della tela con deteriorazione. Il pittore Montanucci pur trovandosi impegnato nella preparazione di una Mostra nel ragusano, non ha esitato a confermare il suo intervento volontario e ancora una volta gratuito, che vedrà la rifilatura della parte consumata, con l’incollatura di una striscia abbondante di tela neutra che sarà ridipinta da Montanucci stesso per ricostruire le parti ormai mancanti.
