Immaginate una soffitta a Boccadasse, Genova, con il mare che sbatte ritmico sotto il terrazzo e una gatta che miagola aspettando il suo padrone. È lì che nasce la musica di Gino Paoli, quel cantautore che ha trasformato stanze chiuse in cieli infiniti e il sale dell’estate in sapore di vita eterna. Se n’è andato nella notte tra il 23 e il 24 marzo 2026, a 91 anni, nella sua Quinto al Mare, lasciando un vuoto che profuma di Liguria, di amori impossibili e di esistenzialismo quotidiano.
Paoli non era solo un autore di successi: era un pittore di emozioni, un filosofo con la chitarra in mano. Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934 da madre genovese, si trasferì presto nei carruggi dove formò la scuola genovese con De André, Lauzi, Bindi e l’indimenticabile Tenco. “La gatta”, scritta in quella soffitta, vende pochissimo all’inizio, ma è già il suo manifesto: l’amore visto dagli occhi di un animale domestico, innocente e predatorio. Poi arriva Mina e “Il cielo in una stanza” esplode, un inno all’intimità che trasforma quattro mura in universo
Ma Paoli è anche dramma e rinascita. Nel 1963, a 29 anni, tenta il suicidio sparandosi al cuore con una Derringer: la pallottola si incastra a due millimetri dal ventricolo, restando lì per tutta la vita. “Suonava al metal detector”, ironizzava lui, trasformando il trauma in aneddoto. È l’anno di “Sapore di sale”, colonna sonora di estati italiane, e dell’amore con Ornella Vanoni, musa di “Senza fine”: “L’amore è la miglior finzione conosciuta di immortalità”, dirà in un’intervista del 2024.
La sua poetica è tutta qui: vita e morte intrecciate, come onde che si rincorrono. “Sono cristiano ma non credo alla resurrezione, piuttosto alla reincarnazione. Rinascerò gatta, come quella della mia canzone”, confidava a settembre 2024, a pochi mesi dal novantesimo compleanno. Un’intervista video del 2025 su “Appunti di un lungo viaggio” lo mostra sfidare i limiti: “L’artista non insegna, stimola il pensiero”.
Negli anni ’70 scompare, combatte alcol e demoni, riemerge negli ’80 con “Una lunga storia d’amore” e tour con Vanoni. Deputato PCI per un quinquennio, deluso dalla politica: “La libertà è un lavoro, una fatica”. Con Paola Penzo, incontrata a 15 anni in discoteca, trova pace. Ultimi anni tra dischi onirici e riflessioni: “Questa età è speciale, noti la bellezza di un fiore, la luce di un giorno”.
Gino Paoli ci lascia non solo canzoni, ma un invito a vivere intensamente, tra mare e cielo. Come lui, reincarnamoci in gatti che osservano il mondo con distacco felino.


