L’altro figlio
È la storia di una madre sicula che ha tre figli.
I primi due sono partiti per l’America dove conducono un’esistenza border line fatta di furberie e piccoli espedienti.
Mentre l’ultimo figlio al secolo Rocco è l’unico Che vive vis à vis con la madre la venera e l’accudisce giorno dopo giorno con amore pazienza e abnegazione.
Quanto era buono e servizievole con quella madre così avara DI gesti d’affetto e di carezze d’amore.
Purtroppo la donna aveva nel Cuore e nell’anima solamente quei due figli malandrini Che per vezzo loro avevano deciso di tagliare definitivamente il cordone ombelicale.
Ma LEI povera donna stanca demotivata afflitta tradita non ci sta.
E continua come una pazza invasata a scrivere lettere su lettere affinchè I suoi DUE baldi giovani prendano la strada di casa.
Ma col cavolo che i due rampolli accontentassero LA vecchia genitrice.
A lei delle cure e dell’amore di Rocco non le poteva fregare di meno.
Anzi la madre era molto inalberata con il terzo genito in quanto era il BASTARDO di turno.
Lui non era che il frutto di uno stupro perpetrato ai danni della Madre Da un brigante garibaldino.
Il medico condotto del Paese tenta l’impossibile cercare di avvicinare la donna a Rocco.
Esperimento fallito la madre non ne vuole sapere del Bastardo di casa.
E così quella donna non smetterà mai di indossare quella sua maschera color della più malinconica indifferenza.



